Terme di Saturnia e dintorni

Weekend romantico in Maremma.

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La nostra voglia di staccare la spina e goderci un pò di tranquillità, lontani dai soliti rumori della città, ci ha portati in uno dei borghi più belli d’Italia, Montemerano . Soltanto noi e il nostro piccolo Johnny… il drone!!! Infatti è proprio grazie a lui che siamo riusciti a vedere la pianta a forma di cuore di questo borgo medievale caratteristico e meglio conservato della Maremma. Passeggiando per le sue tipiche stradine di pietra, non potrete non notare la Chiesa di San Giorgio* e la rinomata Piazza del Castello, centro di Montemerano, nonchè la parte più antica. E’ come se il tempo si fosse fermato e si ha la vera e propria sensazione di entrare in un’altra epoca!

Montemerano dall'alto.
Montemerano dall’alto.

La nostra casetta per questo weekend, è stato il B&B da Minetto, ovviamente in rigoroso stile medievale! I proprietari sono delle persone davvero squisite, è come stare a casa dei nonni! La signora Angela ci preparava la colazione, superabbondante (eravamo in due, ma le cose da mangiare bastavano anche per 10! :-D) e il signor Minetto è davvero simpatico con le sue perle di saggezza! Se vi trovate nei dintorni non esitate ad andarci! I signori sono molto gentili, la colazione è buonissima e si paga anche poco!

Noi l’abbiamo scelto perchè uno dei più vicini alle ormai conosciutissime Cascate del Mulino, una delle tante meraviglie italiane, che da tempo avevamo nella nostra lunga lista dei posti da vedere!

Le straordinarie Terme di Saturnia.
Le straordinarie Terme di Saturnia.

Il primo giorno, infatti, lo abbiamo trascorso in queste piscine naturali scavate dall’acqua nella roccia calcarea, conosciute anche come Terme di Saturnia. Prima di tuffarci, ovviamente, Marco non ha resistito ad immortalare qualche scatto e qualche filmato con il drone!
Le cascatelle, così chiamate dalle persone locali, celebri in tutto il mondo per la loro bellezza, sono aperte 24 ore su 24 e sono completamente gratuite anche d’inverno, parcheggio compreso! La temperatura dell’acqua è di circa 37° e grazie alla presenza del Plancton termale, apporta benefici alla pelle, all’apparato circolatorio, digestivo e motorio! Un posto che non ha bisogno di tante descrizioni, provare per credere e ne resterete incantati!

In giro per Montemerano
In giro per Montemerano.

Il secondo giorno, invece, anche se avremmo preferito ancora rilassarci nelle acque termali, causa un pò di aria fredda, abbiamo optato per una visita di alcuni dei piccoli borghi nei dintorni di Montemerano, come Sorano, Sovana e Pitigliano, prima di ritornare a casa. Questi tre paesini sono considerati i “borghi del tufo“, e fanno parte di un’area molto estesa chiamata Parco archeologico del Tufo.

Sorano
E’ definito la Matera della Toscana, per i suoi edifici addossati e arroccati su una rupe di tufo. La torre più alta è la Fortezza Orsini, che ha preso il posto della Torre dell’orologio costruita sul Masso Leopoldino (interamente levigato a mano), dalla cui terrazza si gode di una vista incredibile su tutto il borgo.

Sovana
Un vero e proprio autentico borgo medievale che si estende su una zona pianeggiante a differenza degli altri paesini. Il suo nome, infatti, vuol dire “terra verde”. Dapprima dominata dagli etruschi, poi dai romani, ha sempre mantenuto intatto il suo bagaglio artistico, linguistico e culturale.

Pitigliano
Conosciuto anche come la piccola Gerusalemme, per la storica presenza di una comunità ebraica e di una Sinagoga, uno dei monumenti più caratteristici del centro storico. Le sue stradine e i tanti vicoletti che si intrinsecano fra di loro, facendo scorgere tanti scorci panoramici, rendono l’atmosfera al quanto magica.

Pitigliano, la piccola Gerusalemme.
Pitigliano, la piccola Gerusalemme.

*Da sapere…
Nella Chiesa di San Giorgio si trova “La Madonna della Gattaiola” dipinta intorno al 1450, dal cosiddetto maestro di Montemerano. La particolarità di questo dipinto sta nel fatto che al suo interno c’è un foro circolare. Non se ne conosce bene il motivo, ma secondo una leggenda, un parroco utilizzava il quadro come porta di un magazzino e il foro serviva per permettere ai gatti di entrare ed uscire. Da qui il nome “La Madonna della Gattaiola”.

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